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Articolo: Perche’ non dovreste mai comprare segnali di trading?

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Quanto si incomincia a fare trading, prima o poi si finisce per incontrare  ‘esperti’ che si offrono di vendervi dei segnali di trading da poter tradare. Cio’ accade principalmente nel mercato forex, ma anche per il trading di futures ed azioni. Questi esperti spesso promettono di utilizzare “algoritmi proprietari” che generano livelli di prezzo di ingresso e uscita “estremamente corretti e dettagliati”. Alcuni di questi segnali nel forex vengono forniti attraverso dei robot e promettono guadagni da capogiro, sino a $50.000 al mese! E, naturalmente, questi servizi hanno un costo di abbonamento mensile/annuale che va dai 30$ ai 500$(!), o anche piu’!

Naturalmente questi servizi risultano appetibili. L’Analisi Tecnica o un metodo che funzioni devono essere comunque imparati, dunque perche’ non lasciare questo compito ai computer e agli algoritmi automatici e limitarsi semplicemente a raccogliere i guadagni che questi segnali promettono? A parte il fatto che se cosi’ fosse tutti potrebbero essere trader di successo (mentre la realta’ e’ molto differente) ci sono degli ottimi motivi per cui NON comprare mai dei segnali di trading. Alcuni di essi sono commentati qui sotto:

a) si ha sempre come svantaggio il fatto che i segnali ottenuti non possono che venire tradati con ritardo, rispetto al trade originale. Anche se quei segnali fossero forniti attraverso un’email o apparissero sul browser in tempo reale, quando cioe’ il segnale e’ effettivamente generato, si avra’ sempre bisogno di tempo per reagire ad esso cosi’ da poter duplicare correttamente il trade proposto. Poiche’ i mercati possono muoversi molto velocemente spesso non si avra’ l’opportunita’ di eseguire il trade esattamente con i parametri di rischio originali. Un solo piccolo movimento in una direzione (e cio’ vale per azioni, futures e forex) puo’ cambiare fortemente e, di solito negativamente, il rapporto guadagno/rischio.

b) il fornitore del servizio normalmente non rivela il sistema e le regole che producono i segnali venduti. No,naturalmente perche’ non e’ forse quello il ‘segreto’ per il suo business? Quindi il sottoscrittore non e’ in grado di capire il ragionamento che ha portato al trading plan del trade proposto. Occorre convincersi tuttavia che e’ invece assolutamente necessario che il processo per arrivare ad un trading plan sia noto. E’ il solo modo per avere la convizione necessaria per eseguire e mantenere il trade e quindi avere successo nel trading! E’ indispensabile conoscere le basi per identificare forti aree di supporto e resistenza, del trend corrente nei vari timeframe, anche alcuni pattern di prezzo di base od anche, se siete trader evoluti, il comportamento tipico di quei partecipanti che influenzano fortemente il prezzo come,ad esempio, il Program Trading. Solo allora il trader puo’ verificare se i segnali forniti hanno senso o meno. Tuttavia se un trader e’ in grado di verificare cio’ significa che questi ha gia’ esperienza o conosce bene le basi del metodo usato, quindi e’ gia’ in una situazione di poter tradare il proprio sistema o metodo! In questo caso un servizio di segnali potrebbe solamente aiutare a ridurre il tempo necessario per l’analisi.

c) noi non affidiamo i nostri soldi alla prima persona che incontriamo per strada dandogli/le, ad esempio $250 e dicendo di prenderli ed investirli in modo che domani possiamo possedere una somma doppia o $500. Naturalmente non faremmo mai una cosa del genere. Occore capire – e questo e’ il fondamento logico per imparare a tradare – che il solo responsabile dei propri guadagni e del proprio successo puo’ solamente essere il trader stesso. Non e’ possibile delegare questa responsabilita’! Solo il trader puo’ decidere sotto quali circonstanze un trade deve essere preso o essere abbandonato. Non si puo’ mai incolpare qualcun altro per le proprie perdite! Occorre assumersi la responsabilita’ delle proprie azioni! Questo e’ l’unico modo per avere successo nel trading. Che puo’ tradursi anche in un altro modo: per diventare un trader di successo ci vuole duro lavoro e solo se lo desiderate davvero avrete una chance di farcela! La buona notizia e’ che tutti possono farcela, se davvero lo desiderano e scelgono il giusto mentoring (imparare a tradare da soli puo’ prendere un decennio, chiedetemi perche!).

d) infine, pensate a tutti i soldi che sarebbero spesi su un servizio di segnali di trading. Assumiamo ad esempio che abbiate trovato un servizio del costo di $50/mese (molto basso). Cio’ vuol dire $600 all’anno. Se siete trader principianti od anche ad un livello intermedio, il vostro conto trading probabilmente non supera i $10.000. Dunque solamente per guadagnare il costo del servizio dei segnali di trading dovrete assicurarvi un ritorno annuale del 6%! Credetemi molti gestori di fondi professionali sarebbero molto felici di realizzare un tale ritorno su base permanente. E questo ritorno servirebbe solamente a coprire il costo del servizio, per non menzionare poi i costi addizionali di slippage, dati del broker, costi di transazione, tasse e cosi’ via. Quindi per incominciare a guadagnare realmente ci vorrebbe un ritorno di almeno il 10% se non il 20%! E tali ritorni non sono facili da ottenere, specialmente se non capite la logica dei segnali che vi vengono proposti.

Quindi il mio consiglio e’: mettete da parte i soldi che spendereste per un servizio di segnli di trading e usate quei soldi per imparare a tradare!

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Articolo: Gli effetti dell’High Frequency Trading (HFT) sui mercati e sul Program Trading – Abstract (Italian Language)

In questo post presento l’abstract dell’articolo che sto scrivendo per il giornale istituzionale della SIAT (Societa’ Italiana di Analisi Tecnica), capitolo italiano dell’IFTA (International Federation of Technical Analysts). Ho gia’ scritto una serie di articoli e post sull’argomento HFT (che trovate piu’ sotto), e continuero’ a studiare approfonditamente e a scrivere su questo argomento.

L’articolo di cui riporto l’abstract qui sotto si intitola: “Gli effetti dell’High Frequency Trading (HFT) sui mercati e sul Program Trading

Abstract: L’High Frequency Trading (HFT), com’è noto, è molto diffuso sia in Europa che nei mercati Nord Americani, con stime di volume totale trattato che vanno dal 50% al 75%. Putroppo gli effetti dell’HFT sul mercato sono piuttosto negativi, specialmente nelle ripetute ed immancabili situazioni di stress, durante le quali gli effetti sul prezzo si compongono e moltiplicano. L’articolo descrive gli effetti dell’HFT sul mercato soffermandosi, in particolare, sulle cause di instabilitá del mercato sociali e  tecniche, sulla modifica della struttura del prezzo e sulle conseguenze nel comportamento dei trader professionisti. La presenza dell’HFT influenza anche l’efficacia del Program (o Algorithmic)Trading – anch’esso basato sull’utilizzo di metodi computerizzati — ma alcuni di questi algoritmi presentano effetti stabilizzanti sul mercato. Una parte del Program Trading, infatti, quello cui si fará riferimento, è basato su regole di causa-effetto che reagiscono a ben determinati livelli di prezzo. Tali regole sono evolute negli anni per adeguarsi perfettamente alle tipica risposta psicologica dei trader, presi come gruppo aggregato, che garantisce uno sviluppo del prezzo ordinato sui mercati caratterizzati da alti volumi. La presenza dell’HFT disturba i mercati, cui non e’ permesso funzionare correttamente causa la modifica della struttura del prezzo. L’emergere di una struttura debole del prezzo per via della presenza dell’HFT genera dinamiche che non permettono di ricompensare i trader che forniscono liquiditá al mercato, ma premiano solamente timing di ingresso perfetti, molto difficili da realizzare. L’ultima parte dell’articolo considera le possibili evoluzioni dell’HFT, anche in ambito tecnologico, e come i trader professionisti e retail possano difendersi dalla presenza dell’HFT se, come sembra, una piu’ decisa ed efficace regolamentazione del fenomeno non sará intrapresa dagli enti preposti.

Qui sotto la lista degli articoli pubblicati, in ambito HFT, sino ad ora:

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Articolo: HFT e illiquidita’ nei mercati: “La Normalizzazione della Devianza” – Parte 4 (Italian Language)

Con questo articolo continuo la serie dedicata all’High Frequency Trading (HFT) e al Program Trading, dai quali derivo il mio vantaggio nel trading (edge). Nei precedenti articoli ho spiegato brevemente cosa siano l’HFT e il program trading. Quindi ho spiegato come il Program Trading fa una differenza nel mio trading e, infine, due settimane fa ho iniziato una nuova serie relativa all’illiquidita’ prodotta dalla presenza di HFT. L’HFT e’ davvero pericoloso per la salute dei mercati. Qui sotto la lista degli articoli pubblicati, in questo ambito, sino ad ora:

Nell’ultima parte della mia serie intitolata HFT e illiquidita’ nei mercati (parte 3) ho analizzato in maggiore dettaglio i cicli di feedback che sono alla base dell’instabilita’ nei mercati provocate dall’HFT. Questa settimana concludo la serie analizzando il processo sociale noto come normalizzazione della devianza e quali sono i suoi effetti sulla stabilita’ di mercato.

‘Alcuni ricercatori propongono che il “Flash Crash”, un evento presentatosi nei mercati finanziari americani il 6 maggio 2010, sia in effetti un’istanza di un cosidetto “fallimento o guasto normale”. Questi fallimenti sono stati gia’ identificati nei sistemi ingegnerizzati complessi e si tratta di importatii guasti di sistema che diventano quasi certi quando la complessita’ e l’interconnettivita’ del sistema cresce. Esempi passati di guasti normali includono gli incidenti che hanno bloccato l‘Apollo 13, gli incidenti che hanno provocato le esplosioni a Three Mile Island e Chernobyl, e le perdite dei due space-shuttle americani Challenger e Columbia.

I ricercatori sostengono che tali guasti di sistema, critici nei mercati finanziari sia su scala nazionale che globale, sono molto probabili in futuro, a meno che non siano intraprese azioni appropriate. Il fattore chiave di questa credenza e’ la tendenza umana nell’intraprendere un processo chiamato “normalizzazione della devianza“. Come spiegare in modo semplice questo concetto? Supponiamo che abbiano luogo degli eventi devianti che in precedenza sono stati sempre ritenuti capaci di portare ad un fallimentare disastro. Quando questi eventi si presentano ed in effetti nessun disastro ha luogo, c’e’ una tendenza a rivisitare l’opinione comune dei pericoli posti dall’evento deviante, assumendo che in effetti sia invece un evento normale. In questo modo l’evento deviante diventa “normalizzato“.

Il fatto che nessun effetto disastroso si sia mai presentato e’ assunto ad evidenza che nessun disastro e’ possibile o probabile se le medesime circostanze dovessero ripresentarsi in futuro. Questa linea di pensiero e’ errata, ma la sua erroneita’ e’ solamente dimostrata quando un disastro si presenta, confermando la valutazione originaria del pericolo posto dall’evento deviante.

In reazione al “Flash Crash” le borse mondiali hanno serrato i meccanismi di interruzione di circuito (circuit breakers). Tuttavia questi meccanismi presenti nelle maggiori borse mondiali non sono tra loro armonizzati, esponendo cosi opportunita’ di arbitraggio per lo sfruttamento delle differenze. Inoltre, i sistemi computerizzati e di telecomunicazione possono ancora presentare guasti, o essere sabotati da quanti si oppongono al sistema dei mercati e del capitale, e gli effetti sistemici di malfunzionamenti e guasti potrebbero non essere stati completamente sviscerati.

Gli interruttori di circuito introdotti certamente aiuteranno a gestire eventi avversi. Ma non ci sono garanzie che un altro evento, altrettanto straordinario, severo e veloce (o addirittura piu’ veloce) del Flash Crash non possa accadere in futuro. La normalizzazione della devianza puo’ essere un processo con profonde ramificazioni e perverso. Gli enti regolatori non hanno la fiducia degli operatori perche’ non sono stati in grado di prevedere e mitigare le cause della crisi dei mutui subprime americani e il prossimo fallimento del mercato potrebbe anche avere le proprie radici in altri aspetti del sistema, ad esempio un guasto nella tecnologia che presenta dei rischi e che, come per il Flash Crash, non ha chiari e noti precedenti.

I pericoli posti dalla normalizzazione della devianza e dai guasti normali sono inoltre amplificati nei mercati finanziari globali che sono abilitati dalla tecnologia e cio’ si verifica perche’ le rete di trader umani e computer globalmente interconnessa, o quanto la letteratura accademica definisce sistema di sistemi socio-tecnologici, cioe’ una mescolanza interconnessa di persone e sistemi computerizzati adattativi che interagiscono l’uno con l’altro, dove il sistema globale e’ composto di entita’ costituenti che sono esse stesse sistemi interamente dipendenti, senza un coordinamento ed una gestione centralizzata.

In conclusione, tali sistemi sono cosi’ radicalmente differenti dai tradizionali sistemi ingegnerizzati che non vi e’ la ben che minima scienza affermata o insegnamento di ingegneria che ci permetta di capire come gestire e controllare tali super-sistemi. La ricerca sino ad ora non fornisce alcuna evidenza diretta che l’High Frequency Trading basato sui computer abbia incrementato la volatilita’. Tuttavia, in alcune specifiche circostanze, cicli di feedback che si auto rinforzano all’interno di processo di gestione e controllo ben intenzionati possono amplificare i rischi interni e portare ad interazioni e risultati indesiderati. Questi cicli di feedback possono coinvolgere i sistemi di gestione del rischio e possono essere guidati da cambiamenti nel volume e nella volatilita’ del mercato, dalle notizie e dai ritardi nella distribuzione dei dati di riferimento (prezzo, denaro, lettera, ecc.). Una seconda causa di instabilita’ di mercato e’ di carattere sociale: la normalizzazione  della devianza introdotta in questo articolo, un processo oggi riconosciuto come un importante pericolo nell’ingegneria dei sistemi critici come l’areonautica militare e civile, e l’astronautica, che puo’ certamente influenzare i sistemi di trading computerizzati.

Questo articolo e’ apparso nella mia Newsletter gratuita che ho inviato domenica 2 Dicembre, 2012. Se ritenete quest’articolo interessante vi prego di condividerlo con amici e colleghi trader.

Anche questa settimana inviero’ il mid-week update con una video analisi del Dollar Index, del cambio Euro-Dollaro e dell’indice S&P500 (potete trovare qui l’sempio publicato il 7  Novembre, disponibile solo in lingua inglese), con incluso un aggiornamento dei piani di trading per l’Euro e l’indice S&P500. Per riceverlo leggete qui sotto e sottoscrivete la Newsletter gratuita. Grazie.

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Articolo: Fatti e “Verita'” Non Fanno Guadagnare

Questo e’ il terzo di una serie di 4 articoli intitolati “Concetti Chiave per un Corretto Comportamento nel Trading – Una guida ai concetti rilevanti per un trading di successo in un mercato governato da High Frequency Trading (HFT) e Program Trading”,  focalizzato sui concetti piu’ importanti che ogni trader dovrebbe capire profondamente allo scopo di sviluppare un corretto approccio al trading, in un mondo dove la maggior parte del volume di trading e’ generato attraverso programmi computerizzati.

Ho scritto una introduzione all’eBook (al momento solamente in lingua inglese, ma presto la tradurro’ anche in italiano) con le prime due parti intitolate “The Bandwagon Theory” (“La Teoria del Carro Musicale”, solo in inglese, ma sara’ presto tradotta) e “The Dangers of Asking “Why?” (“I Pericoli nel Chiedersi “Perche’?“, che invece ho gia’ tradotto). Qui sotto vi propongo la terza parte “Fatti e “Verita'” Non Fanno Guadagnare” e continuero’ a lavorare alle altre sezioni dell’eBook. Sto anche lavorando sulla sezione piu’ importante che illustra un’applicazione pratica della Teoria del Carro Musicale usando il grafico con i dati giornalieri del cambio EUR/USD. Questa sezione intitolata “The Psychology of Trading: the Bandwagon Theory illustrated” (“La Psicologia del Trading: la Teoria del Carro Musicale Illustrata”) sara’ solamente inclusa nel mio eBook che rendero’ disponibile sulla pagina dedicata del mio Blog). Questa serie di articoli e’ introdotta qui (introduzione al momento solamente in lingua inglese).

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I trader che spendono il loro tempo scavando nei fatti che i governi, le banche centrali, le societa’ e i servizi di news pubblicano senza sosta non avranno successo nel trading come quanti imparano a focalizzare l’attenzione e capitalizzare su come il pubblico ed il Program Trading reagiscono a quei fatti cioe’, in definitiva, ad osservare il comportamento del prezzo. In effetti, solo il gruppo di trader guidati dalle emozioni (la maggioranza) reagisce alle notizie economico-finanziarie. Infatti durante il rilascio di tali notizie il Program Trading continuera’ solamente ad eseguire le regole codificate all’interno dei programmi computerizzati e dei relativi algoritmi, che non sono affatto interessati ed influenzati dalle news. Naturalmente la percezione e/o reazione della massa ai fatti potra’ e certamente non sara’ allineata alla realta’ dei fatti riportati nelle notizie. Questo e’ il motivo per cui il Program Trading non trada le notizie (invero alcuni programmi di High Frequency Trading lo fanno) e tipicamente quando sono attesi eventi di una certa importanza capaci di generare alta volatilita’, i programmi sui timeframe piu’ bassi (ma non tutti) sono inattivi. Ci sono periodi in cui la reazione alle notizie puo’ essere anche diametralmente opposta a quanto i fatti implicano, cosa che spesso produce uno stato di ancor maggiore confusione e prostrazione tra i trader principianti.

L’incredibile focalizzazione sulle notizie ed i fatti sui quali alcuni servizi di segnali sui mercato e ‘professionisti’ basano i loro ‘sistemi’ di interpretazione delle notizie genera un’idea molto diffusa, quanto sbagliata, che imparare a interpretare le notizie e’ importante ed addirittura fondamentale per prevedere (ma sarebbe piu’ corretto dire indovinare) la direzione del mercato. Il potenziale di guadagno nei mercati e’ invece nel riconoscimento della reazione del prezzo a fatti e notizie, cosa che richiede un’analisi oggettiva in relazione a quanto il prezzo sta gia’ facendo.

Chi non ha mai assistito ad un’azione o un futures sugli indici scendere repentinamente a fronte di notizie positive, mentre altri mercati salgono sull’effetto di notizie che appaiono dannose? In essenza il trader di successo deve venire a patti con il fatto fondamentale che solamente capire le persone e cosa le muove e’ cio che conduce ad un trading profittevole. Quindi invece di investigare le effettive “notizie”, cioe’ la storia che viene raccontata alle masse, la giusta domanda e’ “come pensiamo che le persone risponderanno  o, meglio, stanno rispondendo a queste notizie?”. In relta’ e’ anche molto meglio non andare cosi in dettaglio e cosi lontano nel cercare di interpretare la risposta delle persone alle notizie rilasciate, come vi dimostrero’ se continuate la lettura.

Perche’ a volte i mercati disobbediscono totalmente a quanto implicato dai fatti e/o dalla logica? L’importante verita’ e’ che la realta’ non ha importanza nel mondo del trading e degli investimenti. E’ la percezione della realta’ che e’ importante ed, in effetti, e’ la percezione da parte delle masse e da parte della cosidetta smart money, e non la percezione del singolo trader. Inoltre la percezione della massa e’ spesso molto differente in relazione alla stessa tipologia di notizia in diversi momenti e stati dell’economia, fondamentali economici, nonche’ sentiment e pattern tecnici che sono gia’ in atto nel mercato. Quanto appena detto e’ spesso difficile da accettare perche’ richiede l’accettazione del fatto che un trader non ha alcun controllo sul mercato. Ma d’altra parte cio’  e’ anche meglio, perche’ rilascia a disposizione del trader tempo e risorse per focalizzarsi sull’aspetto piu’ importante: le dinamiche di prezzo.

Ci sono momenti in cui la “verita'” (ovvero i fatti che la implicano) e la percezione delle masse saranno identici e perfettamente in sintonia. In altri momenti la verita’ e la sua percezione saranno completamente opposti. Nei timeframe piu’ brevi la verita’ non vince sempre. Si potrebbe certamente obiettare che la percezione delle masse e l’effettiva realta’ non possono rimanere fuori sincronia per sempre, e quanto vero in ultimo prevale. A parte il fatto che la finanza comportamentale mostra che le credenze possono influenzare la valutazione di cio’ che e’ reale, cioe’ il prezzo percepito come quello corretto di un mercato o di un’azione, i trader non hanno il lusso di avere molto tempo a disposizione. Il successo di un trader dipende solamente dalla corretta valutazione delle dinamiche di prezzo, del cosiddetto “qui e adesso“. In un tale contesto la verita’ spesso non conta.

Credere che il mercato risponda a cio’ che e’ reale e vero e’ un’assunzione erronea che genera ogni anno milioni di dollari di perdite tra i trader meno esperti. La verita’ e’ che i contratti futures, le azioni, gli ETFs, le commodities e gli altri mercati salgono e scendono non in base ai fatti, ma in base alle credenze dei trader. La realta’ non ha importanza, invece ne ha molta la percezione della realta’. Quindi quando un trader compra un contratto futures o un’azione cio’ che sta realmente comprando sono le persone e le loro credenze su quello specifico strumento finanziario.

Van Tharp dice che noi “non tradiamo i mercati, ma le nostre credenze sui mercati“. In effetti quando un trader rischia soldi in un trade, questi sta scommettendo sulla conoscenza di come le persone, gli investitori, i trader professionisti e le masse percepiranno il prezzo dell’azione in quel mercato nel breve termine. Ai nostri giorni possiamo anche aggiungere che il trader sta scommettendo su come il Program Trading reagisce e controlla alcuni mercati azionari e futures caratterizzati da alti volumi. Questo perche’ e’ la psicologia delle persone e, sempre piu’ spesso il Program Trading, che muovono i mercati in una direzione o nell’altra, e non certo i fatti. Un fatto o una storia non hanno mai mosso il prezzo di un mercato e mai saranno in grado di farlo.

Un altro punto importante e’ che i mercati sono anticipatori in natura, cioe’ i mercati provano a muoversi sulla base di quanto accadra’ e non di cosa e’ gia’ accaduto. I fatti e le notizie sono avanzi del passato e dicono molto poco di quanto accadra’ domani. Questo e’ anche il motivo per cui i professionisti hanno la tendenza a “comprare la voce (il pettegolezzo) e a vendere le notizie (i fatti)“. Come i trader e gli investitori nel complesso interpretano i fatti nel contesto delle condizioni correnti e’ la realta’, la vera forza che guida i movimenti dei mercati. Questa e’ la ragione per cui i mercati possono dipartire dalla logica – il fenomeno ricorrente che rende il trading un’attivita’ cosi difficile. I trader dovrebbero scommettere su come altri si sentono con riguardo ai mercati. Perche’ sono le persone e le loro sensazioni che, in ultimo, muovono i mercati. Le persone, grazie al libero arbitrio, sono molto piu’ imprevedibili di ogni altra entita’ esistente.

Ai nostri giorni le cose sono ancora piu’ complicate ma, in realta’, quando il trading viene messo nella prospettiva di quanto fatto dai professionisti, le cose sono in realta’ piu’ semplici. Mi spiego: i fatti sono ‘noti’ molto prima che vengano annunciati e sono gia’ riflessi nel prezzo. La presenza del Program Trading ha l’effetto di impostare dei pattern tecnici che riflettono e spingono il prezzo in una direzione che sconta i fatti, rivelati pubblicamente nelle notizie economico-finanziarie, con giorni e spesso settimane in anticipo. Quando le notizie vengono annunciate esse tipicamente contribuiscono a completare i pattern tecnici che sono gia’ in atto sui mercati e, in particolar modo, sui timeframe piu alti come il settimanale e il giornaliero. Le notizie, tuttavia, possono influenzare il prezzo sui timeframe piu’ bassi (ad esempio, sui grafici a 4 ore e 15 minuti). In conclusione, il trader e’ invitato ad assumere e costruire una propria credenza che le notizie, i fatti e le verita’ non sono importanti per un trading di successo. E’ molto meglio capire come programmi computerizzati specializzati su vari mercati tradano il prezzo ed il trader dovrebbe essere in grado di derivare o arrivare a conoscere le regole che tali programmi usano sulla base dell’osservazione del prezzo, perche’ le notizie muoveranno sempre il prezzo nella direzione che completa il pattern in atto.

Per simili ragioni, il fading delle news, cioe’ tradare nella direzione opposta a quella suggerita dal carattere della notizia, e’ anche molto pericoloso. Ad esempio le notizie relative al mercato forex, siano esse apparenti o reali, precedono in modo immediato un forte rialzo o una spirale al ribasso. Questo accade perche’, in generale, la notizia e’ il mezzo di acquisizione di informazione maggiormente accessibile ai trader, ed e’ fornita e riportata da rispettabili istituzioni che sono generalmente considerate ‘affidabili’. I forti rialzi e le spirali al ribasso spesso durano per 15 o 30 minuti o periodi piu’ lunghi nei giorni degli incontri della FED o BCE. Dopo questo periodo i trader assisteranno ad un lento ritorno ai livelli tradati prima dell’evento e la struttura del prezzo rientrare in area e soglie che si possono identificare studiando le regole del Program Trading.

E’ piuttosto buffo, ad esempio, sentire che, da un punto di vista storico, molti trader determinano il prezzo atteso del Dollaro Americano (USD) sulla base delle paghe dei lavoratori non agricoli che sono rilasciate il primo venerdi di ogni mese. In pratica, tutto cio’ che un trader deve fare e’ prestare massima attenzione a quando una notizia viene annunciata e non quali sono i numeri effettivi. Le notizie sono rilevanti solamente quando contribuiscono a rompere significativamente le sequenze di movimenti misurati indotte dal Program Trading sui timeframe piu’ alti, cioe’ il giornaliero e soprattutto il settimanale. Ma molto raramente le notizie sono capaci di produrre questo risultato. Cio’ che puo’ davvero invertire la direzione del mercato e’ solo una partecipazione forte e coordinata tra smart money e/o banche centrali. Ad esempio, l’indice S&P500 e’ stato risollevato per due volte negli scorsi 3 anni grazie all’intervento della FED con le iniziative di Quantitative Easing: la prima volta nel marzo 2009 e la seconda nel maggio-luglio 2011.

Dunque quando si ha a che fare con le notizie, le indicazioni sono: 1) capire il pattern tecnico creato dal Program Trading ed attualmente in atto; 2) prendere profitti parziali prima delle news; 3) sapere bene quando le notizie vengono annunciate e non provare mai a tradare durante questo periodo, meglio sospendere il trading; 4) rincominciare a tradare il giorno successivo nella direzione del pattern tecnico gia’ in atto, se non e’ stato gia’ completato dalle news (cioe’ il target e’ stato raggiunto a seguito degli spike prodotti dalle notizie), o aspettare semplicemente che il target sia raggiunto.

Vi prego di farmi sapere cosa ne pensate. Grazie!

Se pensate che questa serie di articoli sia di interesse vi prego di condividerla con amici e colleghi trader. Grazie!

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Articolo: HFT e illiquidita’ nei mercati – Parte 3 (Italian Language)

Con questo articolo continuo la serie dedicata all’High Frequency Trading (HFT) e al Program Trading, dai quali derivo il mio vantaggio nel trading (edge). Nei precedenti articoli ho spiegato brevemente cosa siano l’HFT e il program trading. Quindi ho spiegato come il Program Trading fa una differenza nel mio trading e, infine, due settimane fa ho iniziato una nuova serie relativa all’illiquidita’ prodotta dalla presenza di HFT. L’HFT e’ davvero pericoloso per la salute dei mercati. Qui sotto la lista degli articoli pubblicati, in questo ambito, sino ad ora:

Nell’ultima parte della mia serie intitolata HFT e illiquidita’ nei mercati (parte 2) ho fornito i risultati di alcune ricerche scientifico-economiche focalizzate sugli aspetti ed effetti dell’HFT. Questa settimana analizzo in maggiore dettaglio i cicli di feedback che sono alla base dell’instabilita’ nei mercati provocate dall’HFT. Nel prossimo articolo analizzero’ il processo sociale noto come normalizzazione della devianza e quali sono gli effetti sulla stabilita’ di mercato.

I cambiamenti e le fluttuazioni nel valore del mercato sono sempre da attendersi, tuttavia se un cambiamento e’ sufficientemente ampio o inatteso e tale da compromette fondamentalmente il processo di risparmio ed investimento, corrodendo la fiducia, allora il cambiamento puo’ essere considerato un evento che ha a che fare con la stabilita’ finanziaria. Ad esempio, benche’ fosse stato un evento intra-day il Flash Crash del 6 maggio 2010, quando il mercato azionario americano ha perduto 600 punti in 5 minuti e ha quindi riguadagnato quasi tutte le perdite nel corso di 30 minuti, l’evento ha contribuito a ridurre la fiducia nei mercati azionari in modo sufficiente da essere seguito, per diversi mesi, dalla fuoriuscita di capitali dai fondi comuni privati americani.

Il trading basato sui computer (CBT) puo’ adottare stili di trading che consumano liquidita’ (cioe’ aggressivi) o che forniscono liquidita’ (passivi). In quest’articolo ci focalizziamo sugli algoritmi aggressivi. Anche se i volumi giornalieri dei mercati sono ampi, il volume secondo-per-secondo puo’ non esserlo. Ad esempio, anche se il mercato forex ha un turnover di oltre 4 trilioni di dollari al giorno, in media cio’ corrisponde solamente a 2,7 milioni di dollari di volume al secondo per valute come il cambio Euro-Dollaro. Anche in un mercato con tali volume, un ordine sufficientemente grande puo’ avere una forte influenza sui prezzi, anche in base a quanti ordini sono presenti nel mercato (la cosidetta “profondita’ del book”) in quell’istante di tempo.

Per quanto riguarda la stabilita’ finanziaria, un aspetto significativo e’ la dinamica non-lineare. In parole povere, il modo in cui un sistema cambia nel tempo si definisce non lineare se un dato cambiamento di una variabile puo’ o portare ad un piccolo cambiamento in un’altra variablie od ad un piu’ grande cambiamento in una terza variabile, sulla base del valore corrente della prima variabile. La complessita’ dei sistemi finanziari e la rete di interazioni tra agenti (societa’, individui, enti regolatori, mercati, programmi, etc.) rende la dinamica piu’ complessa. Il problema e’ che le dinamiche non-lineari complesse di sistemi in rete e’, quando comparata con altri campi della scienza, in uno stadio corrispondente infantile con riferimento alle concrete predizioni possibili e alle affermazioni di affidabilita’. Questo rende il lavoro degli enti regolatori molto difficile.

I crash del mercato sono presenti da decadi come, ad esempio, la storia del Flash Crash del 1962; tuttavia il crash del 1987 offre una buona illustrazione del tipo di eventi sistemici che l’esecuzione meccanica di regole implementata negli algoritmi di HFT e’ capace di generare: quello fu un declino del mercato dovuto ai meccanismi di assicurazione sul portafoglio (risk management). In quell’occasione, per gestire il proprio rischio via via che gli indici azionari persero valore, gli assicuratori di portafoglio sono stati obbligati ad aggiustare il loro portafoglio azionario usato per bilanciare il rischio. Tuttavia, il valore di quelle azioni era anche utilizzato per calcolare il valore dell’indici di riferimento (es. S&P500 oppure Dow Jones) e vendere le azioni ha contribuito a deprimere i prezzi, e cio’ ha spinto gli indici a livelli piu’ bassi; questo ha quindi causato altri aggiustamenti dei portafogli azionari, che spingendo il livello degli indici a livelli ancor piu’ bassi. Questo ciclo positivo di feedback, cioe’ gli effetti di piccoli cambiamenti del prezzo che cliclano all’indietro su se stessi nel sistema e producono un cambiamento di prezzo piu’ grosso, che di nuovo cicla all’indietro, e cosi via’, ha avuto un effetto profondamente deleterio, portando ad un importante e significativa liquidazione forzata di azioni. Questo esempio mostra come sembri piu’ probabile che,  nonostante i loro benefici, HFT e CBT possano condurre, piu’ ovviamente, a sistemi finanziari non-lineari nelle quali le crisi e gli eventi critici hanno maggiore probabilita’ di presentarsi, anche in assenza di frequenti shock fondamentali esterni.

L’instabilita’ dei mercati finanziari potrebbe essere implicata da:

  1. incrementata sensibilita’ quando le dinamiche finanziarie diventano sufficientemente non-lineari cosicche’ risultati anche molto differenti possono risultare da piccoli cambiamenti di una o piu’ variabili correnti;
  2. problemi relativi alle informazioni, ove la struttura informativa puo’ esacerbare o ridurre i movimenti di mercato. Ad esempio, agenti maliziosi potrebbero diffondere informazione per coordinare e creare un attacco ad una istituzione, strumento finanziario o valuta se un segnale largamente osservato dal pubblico e’ sufficientemente cattivo;
  3. rischi endogeni, collegati all’emergenza di cicli di feedback positivi, nocivi e che si rinforzino mutualmente, simili a quelli illustrati nel caso del crash del 1987.

Ci sono differenti cicli di feedback che possono contribuire alla causa del rischio endogeno per l’instabilita’ di mercato. Questi cicli includono:

  • Ciclo di feedback di rischio, ove alcune istituzioni finanziarie sono colpite da perdite che le forzano ad abbassare il rischio nei loro portafogli e libri contabili, e che richiede la vendita di strumenti finanziari rischiosi. Un piccolo shock di natura fondamentale puo condurre ad una sproporzionata vendita forzata. Una versione di questo rischio si applica ai market makers basati su HFT: date le piccole posizioni e le condizioni operative che limitano molto il rischio negli algoritmi di HFT, perdite ed incrementi di rischio spingono l’HFT a ridurre l’inventario, cioe’ a vendere i titoli posseduti, contribuendo quindi a deprimere il prezzo, e creando le condizioni per ulteriori perdite ed aumento del rischio, chiundendo il ciclo.
  • Ciclo di feedback di volume, gli algoritmi di HFT possono creare direttamente effetti di feedback attraverso la loro tendenza a mantenere piccole posizioni per brevi periodi di tempo e quindi passare la “patata bollente” ad altri programmi di HFT generando ampi volumi fasulli con la posizione complessiva netta che difficilmente cambia. Gli strumenti finanziari in questo scenario circolerebbero velocemente all’interno del sistema, e questo incremento di volume produrrebbe la partenza di altri algoritmi istruiti a vendere in modo piu’ aggressivo in mercati con altissimi volumi, chiudendo il loop.
  • Ciclo di feedback di profondita’, ove un incremento iniziale di volatilita’, dovuto ad esempio a news, allarga lo spread denaro-lettera. A parita’ di condizioni, gli ordini in ingresso a mercato sono piu’ efficaci nel muovere il prezzo di riferimento del mercato ed incrementare la volatilita’ che, a sua volta, genera spread ancora piu’ ampi, e il ciclo si chiude.
  • Ciclo di feedback di news, ove alcuni sistemi di HFT includono dei componenti di ascolto delle notizie che scremano i titoli delle news e agiscono su di esse immediatamente. Ad esempio gli HFT comprano o vendono sulla base di dove i prezzi si trovano in relazione al valore corretto stimato dai programmi; se le transazioni dei sistemi di HFT sono riportate a loro volta nei flussi di notizie, scremati e prelevati da altri sistemi di HFT cio’ puo’ condurre a trade similari, e il ciclo si chiude.
  • Ciclo di feedback di ritardo, ove in un movimento al ribasso dei prezzi un piccolo ritardo nella quotazione dei prezzi puo’ spingere l’HFT a redirigere gli ordini verso un mercato apparantemente piu’ attraente, nonostante il fatto che i prezzi effettivi fossero piu’ bassi (sono solamente percepiti piu’ alti, e sembrano tali, a causa del ritardo). Un secondo ciclo di feedback rinforza il primo: via via che i ritardi scivolano sempre piu’ nel mercato e crescono, l’incremento dell’attivita’ generato dal precedente ciclo di feedback puo’ generare ulteriori disallineamenti nei timestamps (date e ora) denaro-lettera delle trade, chiudendo e amplificando il ciclo di feedback delle quotazioni.
  • Ciclo di feedback dell’indice, ove la volatilita’ estrema di azioni, componenti individuali di indici ed ETF, in qualche modo ha effetto sullo stesso mercato dell’indice o ETF e obbliga a pause nelle attivita’ di market making. Cosi’ i falsi prezzi dell’ETF, ora illiquido, forniscono un falso segnale di fattore sistematico, ciclando indietro sulle azioni e componenti individuali, quindi chiudendo il loop.

Questo articolo e’ apparso nella mia Newsletter gratuita che ho inviato domenica 18 Novembre. Se trovate quest’articolo interessante vi prego di condividerlo con amici e colleghi trader.

Piu’ tardi nella giornata di oggi inviero’ il mid-week update with con una video analisi del Dollar Index, del cambio Euro-Dollaro e dell’indice S&P500 (potete trovare qui l’sempio publicato il 7  Novembre, disponibile solo in lingua inglese), con incluso un aggiornamento dei piani di trading per l’Euro e l’indice S&P500.

Per riceverlo vi prego di leggere qui sotto. Grazie.

La newsletter normalmente contiene vari articoli che includono: una video-review del fine settimana sul cambio Euro-Dollaro e altre coppie forex (FibStalker View on Currencies), indici o commodities, articoli riguardanti il mio metodo di trading, commenti al mercato, piani di trading per l’Euro ed S&P500 e anche articoli, come quello appena letto, relativi all’HFT e Program Trading. Potete registrarvi qui per ricevere la newsletter gratuita settimanalmente, cosi’ da poter leggere i prossimi articoli su program trading e HFT. Normalmente non pubblico tutti gli articoli sul blog.

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Articolo: I Pericoli nel Chiedersi “Perche’?”

Questo e’ il secondo di una serie di 4 articoli intitolati “Concetti Chiave per un Corretto Comportamento nel Trading – Una guida ai concetti rilevanti per un trading di successo in un mercato governato da High Frequency Trading (HFT) e Program Trading”,  focalizzato sui concetti piu’ importanti che ogni trader dovrebbe capire profondamente allo scopo di sviluppare un corretto approccio al trading, in un mondo dove la maggior parte del volume di trading e’ generato attraverso programmi computerizzati.

Ho scritto una introduzione all’eBook (al momento solamente in lingua inglese, ma presto la tradurro’ anche in italiano) con le prime due parti intitolate “The Bandwagon Theory” (“La Teoria del Carro Musicale”, solo in inglese, ma sara’ presto tradotta) e “The Dangers of Asking “Why?” (“I Pericoli nel Chiedere “Perche’?”, che trovate qui sotto in italiano). Continuero’ a lavorare alle altre sezioni dell’eBook. Si noti che sto anche lavorando sulla sezione piu’ importante che illustra un’applicazione pratica della Teoria del Carro Musicale usando i dati giornalieri del cambio EUR/USD. Questa sezione intitolata “The Psychology of Trading: the Bandwagon Theory illustrated” (“La Psicologia del Trading: la Teorica del Carro Musicale Illustrata”) sara’ solamente inclusa nel mio eBook gratuito che rendero’ disponibile sulla pagina dedicata del mio Blog). Questa serie di articolo e’ introdotta qui (al momento solamente in lingua inglese).

Nel mezzo di un trade chiedersi la domanda “perche'” e’ un chiaro segnale che il trader e’ intrappolato in uno stato di confusione e, forse, addirittura paralizzato ed incapace di agire. La domanda “perche?” che si presenti in un tale contesto e’ molto pericolosa. In effetti questa domanda e’ in generale pericolosa quando si ha a che fare con i mercati perche’ la reale motivazione del movimento del prezzo, o la mancanza di movimento, solitamente non e’ nota. Inoltre la ragione del movimento non e’ importante per gli obiettivi ed i risultati del trading.

Un trader potrebbe investigare le ragioni per cui qualcosa e’ accaduto nei mercati per puro interesse intellettuale, ad esempio, il motivo per cui un movimento in atto nell’ambito di un trend ben definito non sia continuato ma sia stato interrotto, con la conseguente inversione del prezzo. Quella di ottenere una spiegazione e’ una necessita’ per molte persone perche’ noi, come esseri umani, non accettiamo o ammettiamo la mancanza di controllo sul quanto ci circonda.

Razionalizzare e sapere il perche’ da alle persone una “illusione di controllo” sul mondo. Va bene chiedere “perche?“, ma non durante un trade; il campo di battaglia non e’ il luogo adatto per porre domande sul o mettere in dubbio il piano di trading cui il trader sta facendo riferimento. Nello stesso momento in cui un trader incomincia a dubitare del proprio piano di trading, quello dovrebbe essere un segnale di uscita dal mercato. La ricerca del “perche’“, cioe’ la ricerca di una ragione del comportamento del prezzo e’ la prova che il trader e’ confuso. Il giusto tempo per chiedersi “perche’?” e’ prima oppure dopo il completamento di un trade, cioe’ quando non si hanno risorse monetarie impegnate nel mercato. Durante la battaglia, cioe’ dopo che la posizione e’ stata inserita nel mercato, c’e’ solamente tempo per l’azione, non per le domande. Le ragioni per eseguire o non eseguire un trade dovrebbero essere raccolte e studiate prima del tempo o trovate dopo che si e’ usciti dal trade.

Spesso si sente dire che “il mercato e’ complicato e molto confuso“. L’autore non sottoscrive questo modo di pensare e ne dovrebbe lo studente del metodo di trading. Il mercato puo’ solamente fare una delle tre cose: muoversi al rialzo, al ribasso o muoversi lateralmente. Nonostante la semplicita’ dei movimenti, il trading non e’ “facile“, perche’ se cosi’ fosse non ci sarebbe necessita’ di insegnarlo. Mentre il trading non e’ certamente facile – perche’ richiede il giusto approccio psicologico, un approccio al rischio e alla gestione della posizione, oltre che un valido metodo di trading – la meccanica dei mercati e’ piuttosto semplice.

Un’azione o mercato futures puo’ solamente salire se i partecipanti sono maggiormente entusiasti nel comprare che nel vendere. Se questa giustificazione sembra ovvia, essa non e’ sufficiente per la maggioranza dei trader. Le persone desiderano invece sapere “quali siano le ragioni per cui i partecipanti sono piu’ interessati a comprare che a vendere“. Questo, ripeto, e’ dovuto alla necessita’ umana di controllo o si dovrebbe dire piuttosto, come gia’ ricordato, all’illusione del controllo. Ad esempio, se vengono diffuse notizie negative relativamente ad un titolo azionario ma il prezzo continua a salire, questo puo’ solamente significare una sola cosa: che i partecipanti che stanno acquistando (domanda) sono piu’ motivati di quanti invece non siano intenzionati a vendere (offerta) per via delle notizie (e non solo) e le notizie negative non stanno influenzando i mercati come ci si attenderebbe.

Ma per perche’ la vera motivazione dovrebbe essere importante? I trader sono nel trading business per guadagnare e non per aver ragione o indovinare la motivazione che si cela dietro un movimento del mercato, sia esso verso il basso o verso l’alto. Nonostante cio’, molti trader non riescono a sottrarrsi (erroneamente) a questa trappola mentale e spesso agiscono secondo quanto suggerito dalla logica, invece di agire in base a quanto il prezzo suggerisce di fare. Ma se il trader pensa attentamente a questo aspetto, allora dovra’ accettare l’idea che, se il prezzo sta salendo, allora esiste solamente un’azione possibile da fare e cioe’ comprare il mercato, nonostante le notizie negative. Che cos’altro e’ importante? Ogni volta che un trader si ferma a cercare il “perche’” il mercato si stia comportando in un certo modo, invece di concentrarsi su “cosa” il mercato stia realmente facendo, allora si presentano problemi all’orizzonte. Il perche’ e’ sempre riflesso nel prezzo del mercato cosicche’ e’ meglio focalizzarsi su “cosa” il mercato stia facendo, che e’ chiaramente molto piu’ importante, perche’ dal movimento del prezzo dipendono guadagni e perdite.

La dinamica del prezzo di un mercato spingera’ il trader impreparato a chiedersi “perche'” durante il trading, ma anche il metodo di trading e la disciplina del trader possono essere responsabili di questo comportamento. Il metodo di trading usato dall’autore funziona in modo consistente ma ‘perche?‘. Come trader e’ importante conoscere le ragioni per cui possiamo fidarci o meno di un metodo di trading. Inoltre in questo business e’ opportuno che idee di trading valide e funzionanti siano radicate in comportamenti di mercato oggettivi ed osservabili. L’autore ha una spiegazione razionale e provata del perche’ il metodo dei movimenti misurati usato funzioni realmente. La ragione e’ nell’esistenza del Program Trading e nel modo in cui e’ evoluto nei mercati odierni,prendendo direttamente in considerazione la psicologia di gruppo dei trader ed il loro comportamento.

Il Program Trading non si basa su news e notizie (sebbene alcuni algoritmi di High Frequency Trading si basano sui valori numerici nelle notizie rilasciate in giorni ed ore prestabilite), o situazioni contingenti, ma piuttosto sulla immodificata psicologia dei trader. Non conosciamo esattamente la logica e gli algoritmi usati dal Program Trading e, talvolta, non e’ immediato capire i livelli chiave da cui vengono considerati i ritracciamenti ed identificati i setup, ma la ripetuta partecipazione a livelli di prezzo specifici insieme al profit taking spesso eseguiti con la precisione del pip o del tick, sono fatti oggettivi e tangibili. Poiche’ gli effetti del Program Trading sono evidenti e fattuali, possiamo permetterci di sviluppare credenze in relazione ad esso. L’autore adotta la tecnica suggerita da Van Tharp con riguardo alle credenze utili: se una credenza e’ utile puo’ essere adottata anche se non se ne capisce totalmente il “perche'”, a patto che serva all’obiettivo.

L’obiettivo del trading e’ partecipare per fornire liquidita’ ai mercati e produrre profitto da tale partecipazione. Sapere “cosa” il prezzo stia facendo e’ la cosa piu’ importante, anche se non potremmo mai conoscere tutti i dettagli del “perche’” lo stia facendo. Il metodo di trading puo’ aiutare non solamente a capire “cosa” il prezzo stia facendo ma anche e soprattutto aiutare il trader a costruire un robusto trading plan, che eviti di doversi chiedere il perche’ durante un trade, oltre che al timing, o sincronismo, necessario ad entrare e uscire dal mercato in maniera corretta e consistente. Se questi sono gli obiettivi, conoscere il “perche'” di un movimento e’ totalmente irrilevante. Naturalmente il metodo di trading offre di piu’: idee a basso rischio, setup e livelli di ingresso, corretta gestione del rischio e della posizione, stop-loss, dimensione della posizione e livelli target di profitto.

Vi prego di farmi sapere cosa ne pensate. Grazie!

Se pensate che questa serie di articoli sia di interesse vi prego di condividerla con amici e colleghi trader. Grazie!

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Articolo: HFT e illiquidita’ nei mercati – Parte 2 (Italian Language)

Con questo articolo continuo la serie dedicata all’High Frequency Trading (HFT) e al program trading, dai quali derivo il mio vantaggio nel trading. Nei precedenti articoli ho spiegato brevemente cosa siano l’HFT e il program trading. La scorsa settimana ho iniziato una nuova serie relativa all’illiquidita’ prodotta dalla presenza di HFT. L’HFT e’ davvero pericolosa per la salute dei mercati. Qui sotto la lista degli articoli pubblicati sino ad ora:

La scorsa settimana ho introdotto una nuova serie intitolata HFT e illiquidita’ nei mercati (parte 1) che si occupa specificatamente del problema della illiquidita’ e dei crash di mercasto causati dall’incombente presenza dell’High Frequency Trading (HFT). In questo articolo ci concentreremo sui risultati di alcune ricerche scientifico-economiche. Negli articoli successivi approfondiremo alcuni aspetti e forniremo alcune conclusioni su questo tema.

Il trading basato sui computer ha trasformato le modalita’ con cui i mercati finanziari operano. Il volume dei prodotti finanziari tradati attraverso l’automazione computerizzata del trading che ha luogo a grandissime velocita’ e con pochissimo coinvolgimento di personale umano e’ incrementato in modo estremo negli ultimi anni. Ad esempio, oggi oltre un terzo del volume tradato in azioni della Gran Bretagna e’ generato attraverso l’HFT mentre, negli Stati Uniti, i volumi tradati con HFT sono quasi tre quarti, cioe il 75%. Mentre la prevalenza del trading basato su computer e’ fuori discussione, ci sono differenti punti di vista sui rischi e i benefici che oggi l’HFT porta e come esso potrebbe svilupparsi in futuro. Come anticipato, ottenere una migliore comprensione dei problemi causati dal fenomeno dell’HFT e’ critico perche’ esso influenza la salute del settore dei servizi finanziari e, piu’ ampiamente, le economie che esso serve. Vista la velocita’ dei cambiamenti nei mercati finanziari, la lungimiranza e’ vitale per mettere a punto una impalcatura regolatoria. Nel seguito riportiamo i risultati di ricerche economiche nel campo.

Risultato 1 – La ricerca economica fino ad ora non fornisce un’evidenza diretta del fatto che l’HFT basato sul trading computerizzato abbia prodotto un incremento di volatilita’. Tuttavia, in specifiche circostanze, c’e’ un meccanismo chiave che puo’ portare ad una significativa instabilita’ nei mercati finanziari con il trading basato su computer (CBT): si tratta dei cicli di feedback di auto-rinforzo — ben noti in ingegneria dei sistemi — cioe’ l’effetto di un piccolo cambiamento che cicla all’indietro su se stesso nel sistema e produce un cambiamento piu’ grande, che di nuovo ricicla nel sistema e produce un cambiamento ancora piu’ grande, e cosi via…) e che, entro processi di gestione e controllo progettati con intenzioni positive, possono amplificare i rischi interni e condurre ad interazioni e risultati non desiderati. I cicli di feedback possono coinvolgere sistemi di gestione del rischio e possono essere guidati da cambiamenti nel volume o nella volatilita’, dalle news di mercato, e da ritardi nella distribuzione dei dati di riferimento (prezzi, volumi, ecc.). Una seconda causa di instabilita’ e’ di tipo sociale: un processo noto come normalizzazione della devianza, ove eventi inattesi e rischiosi vengono ad essere visti e vissuti come sempre piu’ normali o comuni (ad esempio, crash di mercato estremamente rapidi, come il Flash Crash del 2010), fino a quando non avviene un disastro irrecuperabile.

Risultato 2 – Complessivamente la liquidita’ e’ migliorata, i costi di transazione sono piu’ bassi, e l’efficienza di mercato non e’ stata minacciata dal trading computerizzato, in condizioni di mercato normali. La natura del processo di market making — cioe’ il compito di quotare prezzi lettera e denaro in uno strumento o commodity tenuta in inventario, nella speranza di realizzare un profitto sulla base dello spread denaro-lettera — e’ invece cambiata, spostandosi da fornitori designati a trader opportunistici. L’HFT ora fornisce il grosso della liquidita’, ma l’utilizzo di capitale limitato combinato con una velocita’ elevatissima crea il potenziale per illiquidita’ periodica. Il bilanciamento di portafoglio basato su algoritmi computerizzati deterministici crea una certa prevedibilita’ del flusso di ordini di mercato. Se cio’ da una parte consente una maggiore efficienza di mercato, dall’altra consente anche nuove forme di manipolazione del mercato. Avanzamenti tecnologici nell’estrazione delle news genereranno piu’ domanda per gli algoritmi di HFT, mentre un incremento della partecipazione nell’uso di HFT ne limitera’ la profittabilita’.

Risultato 3 – Gli avanzamenti continui nella sofisticazione della tecnologia dei ‘robot’ automatizzati per il trading, assieme alla riduzione dei costi della tecnologia, sono destinati a continuare nel prossimo futuro. I mercati odierni vedono trader umani interagire con un gran numero di sistemi di trading robotizzati e, nonostante cio, c’e’ ancora una comprensione troppo limitata di come tali mercati possano comportarsi. Per l’uso con gli aspetti di velocita’  critici per il trading automatico, chip al silicone specializzati e pronti da configurare offrono significativi aumenti in velocita; nelle applicazioni in cui la velocita’ e’ meno importante, servizi di ‘cloud computing’ accessibili da remoto offrono una riduzione in costi ancora maggiore. I robot di trading futuri saranno in grado di adattarsi ed imparare con un limitatissimo coinvolgimento umano nella fase del loro disegno. Molti meno trader umani saranno necessari nel futuro sui principali mercati finanziari.

In conclusione, vi sono ricerche che pongo l’attenzione sulle cause di instabilita’, sia tecniche che sociali; alcune ricerche si focalizzano sui benefici dell’incremento di liquidita’ anche se, nella prima parte di questa serie,  abbiamo visto che quella porzione della partecipazione che consta di trader umani reagisce alla presenza dell’HFT riducendo la dimensione delle proprie posizioni. Infine, un terzo gruppo di ricercatori pone l’attenzione sugli avanzamenti tecnologici indicando che il fenomeno e’ destinato a svilupparsi ancora di piu’ con sempre minore partecipazione di trader umani. Nei prossimi articoli continuero’ a scavare sugli aspetti illustrati sino ad ora. E’ dunque chiaro che continuare a monitorare gli effetti dell’HFT ed i passi degli enti regolatori e della tecnologia sono chiave perche’ l’HFT puo’ seriamente modificare la liquidita’, cioe’ il funzionamento stesso dei mercati.

Questo articolo e’ apparso nella mia Newsletter gratuita che ho inviato domenica 11 Novembre. La newsletter normalmente contiene vari articoli che includono: una video-review del fine settimana sul cambio Euro-Dollaro e altre coppie forex (FibStalker View on Currencies), indici o commodities, articoli riguardanti il mio metodo di trading, commenti al mercato, piani di trading per l’Euro ed S&P500 e anche articoli, come quello appena letto, relativi all’HFT e Program Trading. Potete registrarvi qui per ricevere la newsletter gratuita settimanalmente, cosi’ da poter leggere i prossimi articoli su program trading e HFT. Normalmente non pubblico tutti gli articoli sul blog.

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